Parodontite: scopri cos’è, quali sono i sintomi da non ignorare e perché può mettere a rischio tutto il sorriso se non curata in tempo.
Dott. Conca Fiore
Odontoiatra Generalista
Il suo impegno professionale svolto con precisione e competenza riguarda nello specifico: l’odontoiatria estetica, riabilitazioni endodontiche, protesiche, implantologiche e parodontali.
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La parodontite è una patologia infiammatoria cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente – gengive, osso e legamento parodontale – e spesso si sviluppa in modo silenzioso. Proprio per questo viene definita una malattia invisibile: nelle fasi iniziali può non provocare dolore, ma se trascurata può portare alla perdita dei denti e compromettere l’intero sorriso.
Riconoscerla per tempo è fondamentale per preservare la salute orale e generale.
Cos’è la parodontite e perché è pericolosa
La parodontite è l’evoluzione di una gengivite non curata. L’infiammazione, inizialmente limitata alle gengive, si estende in profondità, causando il riassorbimento dell’osso che sostiene i denti.
Con il tempo, i denti possono diventare mobili e, nei casi più avanzati, andare incontro alla perdita definitiva. Il problema è che spesso il paziente si accorge della malattia solo quando il danno è già avanzato.
I sintomi da non sottovalutare
Anche se inizialmente può essere asintomatica, la parodontite può manifestarsi con segnali chiari, tra cui:
gengive che sanguinano facilmente
arrossamento e gonfiore gengivale
alito cattivo persistente
retrazione delle gengive
denti che sembrano “più lunghi”
mobilità dentale
fastidio o dolore durante la masticazione
Alla comparsa di uno o più di questi sintomi è importante rivolgersi tempestivamente al dentista.
Le cause principali della parodontite
La causa principale della parodontite è l’accumulo di placca e tartaro, ma esistono diversi fattori che possono favorirne l’insorgenza:
igiene orale insufficiente o scorretta
fumo di sigaretta
predisposizione genetica
stress e abbassamento delle difese immunitarie
diabete e altre patologie sistemiche
bruxismo
Un controllo odontoiatrico periodico consente di individuare precocemente questi fattori di rischio.
Perché la parodontite può mettere a rischio tutto il sorriso
La perdita di supporto osseo non riguarda un solo dente, ma può estendersi a più elementi, compromettendo l’equilibrio dell’intera arcata dentale.
Inoltre, la parodontite non influisce solo sull’estetica del sorriso, ma anche sulla funzione masticatoria e sulla stabilità delle eventuali protesi o impianti.
In presenza di parodontite non controllata, anche trattamenti complessi come l’implantologia possono fallire.
Diagnosi e trattamenti della parodontite
La diagnosi si basa su una visita accurata, sondaggio parodontale ed esami radiografici, che permettono di valutare la salute delle gengive e dell’osso.
Il trattamento varia in base alla gravità e può includere:
sedute di igiene orale professionale profonda
levigatura radicolare
terapie parodontali non chirurgiche
nei casi più avanzati, trattamenti chirurgici mirati
L’obiettivo è bloccare la progressione della malattia e mantenere i denti il più a lungo possibile.
Prevenzione e mantenimento
Una volta stabilizzata, la parodontite richiede controlli e mantenimento costanti. La prevenzione si basa su:
igiene orale quotidiana accurata
sedute di igiene professionale periodiche
controlli regolari dal dentista
eliminazione dei fattori di rischio, come il fumo
Solo un percorso di cura continuativo consente di mantenere i risultati nel tempo.
La parodontite è una malattia seria, ma se diagnosticata in tempo può essere controllata efficacemente. Ignorare i segnali significa mettere a rischio non solo i denti, ma l’intero sorriso.
Una semplice visita può fare la differenza.
Rivolgiti al nostro personale per qualsiasi informazione anche su whatsapp al 339 13 84 106
Dott. Conca Fiore
Odontoiatra Generalista
Il suo impegno professionale svolto con precisione e competenza riguarda nello specifico: l’odontoiatria estetica, riabilitazioni endodontiche, protesiche, implantologiche e parodontali.
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Dott. Fiore Conca a Roma, Tor Vergata
La salute dei denti è fondamentale, quando un dente subisce un danno profondo o un’infezione, la devitalizzazione rappresenta una procedura indispensabile per salvaguardarlo.
Cos’è e quando viene effettuata
La devitalizzazione è una procedura odontoiatrica che si esegue quando la polpa dentale, il tessuto molle all’interno del dente, subisce un danno irreversibile. Le cause più comuni includono carie profonde, traumi o infezioni che, se non trattate, possono portare alla formazione di ascessi e alla perdita del dente.
Il trattamento ha l’obiettivo di rimuovere la polpa compromessa, eliminare eventuali batteri presenti e sigillare il dente in modo da prevenirne ulteriori danni. La devitalizzazione non è solo una soluzione medica, ma un modo per restituire funzionalità e longevità ai denti. Permette di evitare l’estrazione, mantenendo intatta l’estetica e la capacità masticatoria.
Cosa succede quando si devitalizza un dente?
Durante la devitalizzazione, il dentista interviene nella parte interna del dente, accedendo alla polpa attraverso una piccola apertura. Una volta rimosso il tessuto infetto o danneggiato, i canali radicolari vengono accuratamente puliti, sagomati e disinfettati. Questo passaggio è cruciale per eliminare ogni traccia di batteri e prevenire complicazioni future.
Successivamente, i canali vengono riempiti con un materiale biocompatibile che garantisce la sigillatura definitiva. Infine, il dente viene ricostruito con un’otturazione o una corona, a seconda del grado di compromissione iniziale.
La devitalizzazione, quindi, non solo elimina il dolore, ma protegge il dente da ulteriori problematiche, rappresentando un investimento a lungo termine per la salute orale.
Quante sedute ci vogliono per devitalizzare un dente?
Il numero di sedute necessarie dipende dalla complessità del caso. In molti casi, una singola seduta può essere sufficiente, specialmente se il dente non presenta infezioni gravi. Tuttavia, in presenza di ascessi o complicazioni, potrebbero essere necessarie due o più visite per garantire una completa risoluzione del problema.
L’obiettivo è sempre quello di assicurare un trattamento accurato e duraturo.
Quanto è dolorosa la devitalizzazione?
Una delle preoccupazioni più comuni è il timore del dolore durante il trattamento, tuttavia, grazie alle moderne tecniche anestetiche, la devitalizzazione è oggi un intervento praticamente indolore.
Durante la procedura, l’area interessata viene completamente anestetizzata, permettendo al paziente di affrontare il trattamento in totale comfort. Dopo l’intervento, è possibile avvertire un lieve fastidio o sensibilità, che può essere facilmente gestito con antidolorifici comuni e scompare nel giro di pochi giorni.
La sensazione di sollievo dal dolore iniziale è immediata e rappresenta il segno tangibile del successo del trattamento.
Per prendersi cura del proprio sorriso e affrontare eventuali problemi dentali senza timori, affidarsi a un professionista esperto è la scelta migliore.
Rivolgiti al nostro personale per qualsiasi informazione: Tel. 06 20 16 509 / Cell. 339 13 84 106.
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La salute dei denti è fondamentale, quando un dente subisce un danno profondo o un’infezione, la devitalizzazione rappresenta una procedura indispensabile per salvaguardarlo.
Cos’è e quando viene effettuata
La devitalizzazione è una procedura odontoiatrica che si esegue quando la polpa dentale, il tessuto molle all’interno del dente, subisce un danno irreversibile. Le cause più comuni includono carie profonde, traumi o infezioni che, se non trattate, possono portare alla formazione di ascessi e alla perdita del dente.
Il trattamento ha l’obiettivo di rimuovere la polpa compromessa, eliminare eventuali batteri presenti e sigillare il dente in modo da prevenirne ulteriori danni. La devitalizzazione non è solo una soluzione medica, ma un modo per restituire funzionalità e longevità ai denti. Permette di evitare l’estrazione, mantenendo intatta l’estetica e la capacità masticatoria.
Cosa succede quando si devitalizza un dente?
Durante la devitalizzazione, il dentista interviene nella parte interna del dente, accedendo alla polpa attraverso una piccola apertura. Una volta rimosso il tessuto infetto o danneggiato, i canali radicolari vengono accuratamente puliti, sagomati e disinfettati. Questo passaggio è cruciale per eliminare ogni traccia di batteri e prevenire complicazioni future.
Successivamente, i canali vengono riempiti con un materiale biocompatibile che garantisce la sigillatura definitiva. Infine, il dente viene ricostruito con un’otturazione o una corona, a seconda del grado di compromissione iniziale.
La devitalizzazione, quindi, non solo elimina il dolore, ma protegge il dente da ulteriori problematiche, rappresentando un investimento a lungo termine per la salute orale.
Quante sedute ci vogliono per devitalizzare un dente?
Il numero di sedute necessarie dipende dalla complessità del caso. In molti casi, una singola seduta può essere sufficiente, specialmente se il dente non presenta infezioni gravi. Tuttavia, in presenza di ascessi o complicazioni, potrebbero essere necessarie due o più visite per garantire una completa risoluzione del problema.
L’obiettivo è sempre quello di assicurare un trattamento accurato e duraturo.
Quanto è dolorosa la devitalizzazione?
Una delle preoccupazioni più comuni è il timore del dolore durante il trattamento, tuttavia, grazie alle moderne tecniche anestetiche, la devitalizzazione è oggi un intervento praticamente indolore.
Durante la procedura, l’area interessata viene completamente anestetizzata, permettendo al paziente di affrontare il trattamento in totale comfort. Dopo l’intervento, è possibile avvertire un lieve fastidio o sensibilità, che può essere facilmente gestito con antidolorifici comuni e scompare nel giro di pochi giorni.
La sensazione di sollievo dal dolore iniziale è immediata e rappresenta il segno tangibile del successo del trattamento.
Per prendersi cura del proprio sorriso e affrontare eventuali problemi dentali senza timori, affidarsi a un professionista esperto è la scelta migliore.
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